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Giorno 9: Leon – El Acebo

3 giugno 2011

(86 km) Oggi il mio contachilometri ha smesso di funzionare… ed e’ stata una vera e propria benedizione! Per la prima volta da quando sono partito, ho pedalato senza proccuparmi minimamente dei chilometri percorsi o da percorrere. E alla fine ne ho fatti quasi 90!
In questo viaggio sono stato attento a non farmi prendere dalla “smania dell’arrivo” tranquillo per essermi tenuto a disposizione un paio di giorni extra per concludere il Cammino. Avere pero’ sotto gli occhi costantemente il contachilometri che ti indica quanti ne hai fatti, quanti ne mancano, ecc ecc di certo non aiuta. O per lo meno, non a me.

Ho pedalato cosi senza alcuna fretta per diverse ore prima di fermarmi e fare la prima pausa. La tappa di oggi e’ quasi tutta in salita: mi aspetta un passo di montagna che mi portera’ alla Cruz de Ferro, a 1.500 m di quota, il punto piu’ alto del Cammino di Santiago. Non so ancora se ci arrivero’ in giornata o se mi fermero’ a dormire prima; la strada e’ lunga, si vedra’ lungo il percorso…
(foto panoramica, clicca per ingrandire)

La giornata e’ splendida e procedo bene. Anche il paesaggio aiuta: le pianure sconfinate me le sono lasciate alle spalle e qui, man mano che salgo, mi sento sempre piu’ in un ambiente familiare, di montagna…

E’ primo pomeriggio e sono a quota 1.000 m. Dalle indicazioni sui cartelli e dalle mie carte, vedo che mancano ancora 15 km di salita e 500 metri di dislivello per arrivare a destinazione: decido di andare!
Il sole batte forte e la salita e’ bella impegnativa ma io mi sento alla grande e vado avanti senza problemi. Un tornante dopo l’altro e finalmente vedo la cima del passo e la famosa “Croce di ferro”…

E’ tradizione che ogni pellegrino porti fin qui una pietra dal proprio luogo di origine, per poi lasciarla ai piedi della croce. In alternativa alla pietra si puo’ lasciare/abbandonare qualcosa di personale. Questo e’ un luogo sacro molto importante e giungono qui ogni giorno corriere di fedeli da tutta la Spagna.

Mi cambio e riparto dopo breve, sono le 16:00 e non ho ancora idea di dove mi fermero’ a dormire. Dopo un paio di chilometri in quota, inizia la discesa e davanti a me si apre un panorama fantastico su tutta la vallata…
(foto panoramica, clicca per ingrandire)

Guardando la cartina immagino di dover fare ancora un bel po’ di strada prima di potermi fermare ma non e’ cosi: dopo una discesa ripida entro nel borgo di El Acebo, un vero gioiellino…

Senza indugi decido di fermarmi qui, inizia ad essere tardi, questo posto mi garba parecchio e l’alberghetto a conduzione familiare che trovo e’ delizioso.
La cena e’ degna di nota, tutto squisito e la sera, il cielo mi regala un tramonto che vale l’intero viaggio…

Mi sento fortunato e ho la strana sensazione di dover ringraziare. Ma chi o che cosa, non lo so…

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Giorno 8: Bercianos del Real Camino – Leon

2 giugno 2011

(46 km) Leggenda vuole che i pellegrini durante il loro cammino siano aiutati da un qualcosa di soprannaturale. Loro stessi testimoniano di trovare energie fino a quel momento inimmaginabili e sconosciute. Giurano di sentire una forza estranea che li spinge letteralmente avanti, spesso anche oltre i propri limiti fisici.
Prova inconfutabile di questa tesi, sono le condizioni di alcuni di loro: molti sono di una certa eta’, molti con acciacchi dovuti alla vecchiaia, qualcuno e’ obeso, qualcuno evidentemente fuori forma o comunque non preparato a simili sforzi. Cio’ nonostante, non lasciano trasparire nemmeno il piu’ piccolo segno di abbandono, di rinuncia. Certo, nei loro occhi c’e’ sofferenza, c’e’ stanchezza e a volte sconforto, ma mai titubanza.
Tra loro c’e’ chi zoppica, chi a fine giornata piange, chi si aiuta con un bastone o addirittura con le stampelle (visto coi miei occhi), chi ha zaini cosi grandi e pesanti da camminare storto, chi zaino non ce l’ha, e allora trasporta il proprio bagaglio in scomode sacche o altre soluzioni improvvisate.
Ma ognuno di loro procede con una tale costanza che la maggior parte dei miei amici e coetanei (giovani e in perfetta salute), sono sicuro, non riuscirebbe a stargli dietro!
E potete starne certi, che se di veri pellegrini si tratta, tutti prima o poi, giungono a destinazione.

Quella forza estranea, quella presenza soprannaturale, quel qualcosa in piu’ che spinge il pellegrino verso la meta, si chiama FEDE.
Qui, e’ cosi evidente e tangibile che non si puo’ mettere in discussione il suo infinito potere.

Oggi e’ stata una giornata corta e facile. Ho fatto pochi chilometri rispetto agli altri giorni perche’ volevo fare tappa a Leon, importante citta’ d’arte ricca di monumenti romani e medievali. Questa la bella piazza San Marcos…
(foto panoramica, clicca per ingrandire)

Non si puo’ dire che Leon sia una brutta citta’, ma mi aspettavo di piu’ dopo le visite entusiasmanti di Pamplona, Logrono e Burgos.
Una nota positiva che ho riscontrato in tutte le citta’ spagnole (anche del centro e del sud) e’ la grande vivibilita’, che si manifesta soprattutto nei diffusi spazi verdi, Leon compresa…

Il viaggio procede alla grande e senza intoppi. Mi aspettano un paio di tappe dure in montagna ma le affronto con serenita’. Cerco di godermi ogni singolo giorno, sapendo bene che cio’ che conta non e’ la meta, ma la strada fatta per raggiungerla.