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Giorno 3: Lorca – Logrono

28 maggio 2011

(59 km) Mi sveglio verso le 8:30: alla fine la stanchezza ha avuto la meglio sul “vecchietto russante”, ma ricordo bene di non aver chiuso occhio fino alle 2 e di avergli urlato di tutto (inutilmente) durante la notte, nella speranza di farlo cessare.

Sento di non aver ancora recuperato a sufficienza, le gambe e le ginocchia si fanno sentire. Ma la giornata e’ bellissima, sole alto nel cielo e neanche una nuvola, parto con ottimismo!
Attraverso luoghi stupendi, da cartolina…

Oggi ho iniziato ad alternare i pezzi del cammino originale con la strada: sul percorso ci sono molti pellegrini (ne incontro almeno un centinaio al giorno) e i tratti impossibili da percorrere in sella sono piu’ del previsto. Entrambe le cose mi rallentano molto e rischio cosi ogni giorno di arrivare tardi dove mi sono prefissato, avendo poi problemi a trovare spazio negli ostelli.

Il Cammino pero’ e’ fantastico, specie quei tratti dove non c’e’ niente e nessuno a perdita d’occhio…
(foto panoramica, clicca per ingrandire)

Procedo abbastanza bene, nella tappa di oggi non ci sono grandi salite, in compenso il sole ha iniziato a scaldare parecchio: non ho con me la crema protettiva e pedalare con una maglia a maniche lunghe e’ impossibile vista la temperatura.

In un paio d’ore ho gambe, braccia e viso che bruciano, ma per fortuna sono arrivato a destinazione (e prima del previsto, sono solo le 16:00): entro a Logrono convinto che questa fosse un piccolo paese qualsiasi, e invece scopro una bellissima e animatissima citta’! Le strade sono piene di gente, c’e’ aria di festa. Anche qui, in una delle piazze del centro, ecco gli Indignados…

Dopo la notte precedente, decido di concedermi una pausa di lusso in un albergo a 3 stelle: ne ho bisogno! La scelta e’ azzeccata: dopo aver cenato con una squisita paella valenciana, mi godo un bagno caldo che mi restituisce 10 anni di vita e sprofondo in un sonno rigenerante.

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Giorno 2: Zubiri – Lorca

27 maggio 2011

(56 km) Mi sveglio ancora provato dalla fatica del giorno precedente ma pieno di buone intenzioni, sapendo di avere di fronte a me altri 850 km da percorrere.
La mia prossima tappa e’ Puente de Reina: una tappa tranquilla da 40 km o poco piu’. Ho bisogno di recuperare le forze e non posso ne’ voglio sforzare troppo.

Nel giro di un paio d’ore raggiungo senza grandi fatiche Pamplona, la prima grande citta’ sul mio percorso: e’ una bella citta’, con molti spazi verdi, carica di storia e cultura. Mi fermo qui qualche ora, visito le mura, la citta’ antica e la mitica strada dove ogni anno si ripete la famosa corsa dei tori

Qui, nella piazza principale c’e’ un presidio degli Indignados, gli “studenti ribelli” che da alcune settimane hanno occupato tutte le piazze della Spagna: sono belli, sorridenti, colorati, attivi e assolutamente pacifici, ma estremamente (e giustamente) INDIGNATI. Sono super organizzati: un calendario fittissimo di corsi e attivita’ giornaliere, wi-fi e raccolta differenziata. Li guardo con ammirazione e spero che la loro “onda” arrivi presto anche in Italia. Chiedono/pretendono un cambio di rotta, una nuova presa di coscienza globale, una modifica dell’attuale sistema sociale basato unicamente sul maledetto “Dio denaro”. Io sono con loro, al 100%!

Esco dalla citta’ e in breve tempo mi ritrovo in aperta campagna.

Inizia cosi una lunga e progressiva salita che mi porta sulla cresta dei colli sopra di me: enormi e imponenti pale eoliche svettano in cielo e si sente forte il rumore del vento che le fa girare.

Da qui la vista e’ fantastica: alle spalle la valle appena percorsa e davanti a me quella nuova.

Scatto qualche foto anche al monumento dei pellegrini e riparto.

Attraverso campi infiniti di grano, piccoli paesi sempre molto curati, con chiese importanti e ponti medievali…

E finalmente arrivo a destinazione. Imprevisto: a Ponte de Reina tutti gli albergue (i rifugi per i pellegrini) sono pieni. Ci sarebbe un hotel che ha camere ancora a disposizione, ma il prezzo e’ alto e i servizi scadenti. Decido di proseguire. La tappa successiva e’ a 5 km. Mi rimetto in sella e in mezz’ora arrivo a Maneru: anche qui tutto pieno! Inizio a preoccuparmi, sono le 18:30 e sento sulle gambe queste 2 giornate impegnative. Percorro altri 7 km molti dei quali in salita e arrivo a Lorca esausto.
Dai 40 km previsti, alla fine ne ho fatti 56.

Trovo un letto in una camera insieme ad altre 3 persone. Doccia, cena e dritto in branda: notte impegnativa… uno dei 3, un vecchietto francese all’apparenza innocuo, russa ad un volume indescrivibile. Ci mancava questa!
Ma non mi hanno fermato i Pirenei, figuriamoci se mi ferma il vecchietto… 😉