Posts Tagged ‘Matteo Gracis’

Giorno 13:Palais del Rei – Santiago de Compostela

9 giugno 2011

(70 km) Ultimo giorno, oggi arrivero’ al “traguardo”.
La sensazione di cui parlavo ieri, ovvero il dubbio se essere felice o meno di aver raggiunto la meta, ora e’ piu’ forte che mai.
E per la prima volta dall’inizio del viaggio, oggi sento solo il desiderio di arrivare a destinazione. Tutto il resto sembra aver perso importanza.
Non mi interessa piu’ niente, non sento piu’ quell’immenso piacere nell’andare che ho sentito cosi forte nelle due settimane precedenti. Voglio solo completare questi 70 chilometri, che oggi sembrano infiniti, e smontare dalla bici.

Ero convinto che questo giorno sarebbe stato speciale e carico di emozioni, invece si sta rivelando esattamente l’opposto. Mi sento vuoto e apatico, non trovo nessun senso in quello che sto facendo.
Ricordo i discorsi di quegli alpinisti che una volta raggiunta la vetta, si dichiarano dei “conquistatori dell’inutile“. Ecco, naturalmente ridimensionando il tutto, ma oggi anch’io mi sento un po’ cosi.
Quell’entusiasmo che mi ha accompagnato in questi straordinari 800 km, ora che sto arrivando a destinazione, si sta velocemente dissolvendo.

Mi rendo conto che la cosa e’ molto soggettiva e che un altro al posto mio potrebbe provare sensazioni completamente diverse. Mi rendo conto anche che questo non e’ il gran finale che magari ci si aspettava, o che si avrebbe voluto leggere altro: spiacente ma questo non e’ un film. Io racconto cio’ che vivo, nel bene e nel male. La mia coerenza mi impone di non prendere ingiro nessuno, me stesso prima di tutti e poi chi mi legge.

Nonostante questo arrivo sottotono, sono ben consapevole e voglio sottolineare ancora una volta, che questo viaggio mi ha regalato momenti magici ed esperienze uniche, che mi aiuteranno a crescere e che portero’ con me tutta la vita come tatuaggi indelebili…

Entro a Santiago De Compostela a meta’ pomeriggio. Cielo grigio e minaccioso che si sposa perfettamente con il mio stato d’animo. Attraverso la citta’ seguendo le indicazioni del Cammino. Procedo lento, guardandomi intorno e osservando gli altri pellegrini, alla ricerca di qualche sguardo insicuro come il mio. Non ne trovo. Giustamente, sono tutti colmi di gioia ed eccitazione.
Arrivo cosi di fronte alla storica e bellissima Cattedrale…

Chilometro zero. Il viaggio e’ finito.

Alzo gli occhi al cielo e sorrido. La mia testa e’ lontana da qui… sta gia’ pensando al prossimo viaggio! 😉

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Giorno 7: Fromista – Bercianos del Real Camino

1 giugno 2011

(73 km) La solitudine e’ un amplificatore di stati d’animo. Quando si sta bene (in generale) e si e’ da soli, si sta benissimo. Quando si sta male, o si hanno problemi e preoccupazioni, e si e’ da soli, si sta da cani.
E’ nella solitudine che e’ piu’ probabile raggiungere quei rarissimi (e per alcuni sconosciuti) momenti in cui tutto ci sembra perfetto, in cui per un istante ci sentiamo in completa armonia con il mondo, felici dentro e fuori, in estasi totale.
Ed e’ sempre nella solitudine che in altri casi sprofondiamo cosi nell’oblio da non vedere via d’uscita, che ci deprimiamo e demoralizziamo cosi tanto, che ci sentiamo sull’orlo del burrone e siamo circondati da tutta quella oscurita’.
Sara’ forse anche per questo motivo che molti di noi faticano a starsene volentieri per i fatti propri.
La solitudine e’ vista come una cosa negativa, come una condizione da evitare perche’ secondo i limitatissimi pregiudizi che c’hanno messo in testa, “chi e’ solo e’ triste”.
Io dico invece, che la solitudine va alimentata, ricercata e soprattutto valorizzata. L’uomo moderno l’ha “persa per strada”, l’ha denigrata e cerca in tutti i modi di eliminarla dalla propria vita.
La solitudine richiede coerenza, coraggio e forza di volonta’, ma se affrontata con sincerita’ e pazienza, ripaga.
Certo, a volte non e’ facile starsene da soli rinunciando alla compagnia; ma esiste forse qualcosa di prezioso che si raggiunge con facilita’?!

Oggi mi sono svegliato alla grande e sono in totale trance agonistica: percorro 60 km in 3 ore fermandomi solo un paio di volte per far rifornimento di acqua e frutta. Le gambe vanno da sole, le sento vivaci come non mai. E’ una bellissima giornata e la mia bici corre veloce sul sentiero animato da molti pellegrini che man mano mi lascio alle spalle, tra un “hola” e un “buen camino!”.

C’e’ solo il vento che mi rallenta un po’ ma nel primo pomeriggio ho gia’ percorso oltre 70 km, superando senza neanche accorgermene la meta’ del Cammino di Santiago.

Mi fermo in uno storico ostello comunale a Bercianos del Real Camino, nella regione di Leon y Castilla. 40 posti, letti a castello in legno disposti in 3 grandi camere molto spartane.

Qui non c’e’ un prezzo fisso per il soggiorno, si lascia un’offerta libera. Si cena tutti insieme, uno a fianco all’altro sulla stessa tavola; nessuno conosce il nome di nessuno, ma tutti parlano tra loro come vecchi amici. Naturalmente il menu e’ fisso (o meglio, quello che c’e’ c’e’) e alla fine un gruppo di volontari lava piatti e posate. Questo e’ il “mondo dei pellegrini”, quello vero e genuino. Alle 21:00 si va a nanna e alle 5:00 i primi sono gia’ in piedi, pronti per un nuovo giorno sulla strada…

Si parte!

25 maggio 2011

Let’ go!